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  eleatici [ DikeThemis ]
         

Buono o cattivo può essere il parlare degli uomini; che esso non ti turbi, non permettere che ti distolga. E se mai venisse detta falsità, ad essa calmo opponiti.


 

 


23 gennaio 2007

ELEATICI PER IL PARTITO DEMOCRATICO


I problemi che viviamo quotidianamente derivano dall’incapacità della politica di essere contemporanea.

La soluzione è fondare un nuovo partito politico in grado di rappresentare i cittadini favorendo la loro partecipazione alla vita pubblica: è impossibile sentirsi ripetere in continuazione che la soluzione ai problemi contemporanei è già stata espressa negli anni ’50 e ’60 e vedere che ancora non sono stati risolti.

Il mondo si sta globalizzando ad una velocità sovrumana. Mercato internazionale, direttive europee, leggi dello stato e delle amministrazioni periferiche condizionano il nostro stile di vita rendendoci vittime di un progresso senza sviluppo.

Costituzione Repubblica Italiana, Principi fondamentali Art. 49:

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

A leggere i sondaggi sul rapporto tra cittadini e politica è evidente che gli attuali partiti sono strutturati in modo da allontanare i cittadini dalla politica più che a rappresentarli.

Per concorrere bisogna partecipare non basta iscriversi.

Abbiamo l’obbligo di proporre e produrre pubblicamente e non chiusi in salotti privati.

L’accesso democratico, civile e costruttivo è aperto a tutti i cittadini indipendentemente dalle ideologie politiche a cui il singolo fa riferimento. È palese che tutti i partiti dichiarino di promuovere il benessere sociale, il problema è che non sono organizzati per farlo. L’alternativa, fino ad oggi, è stato l’abuso della “Lista Civica”; ovvero un coacervo di intersessi particolari che immobilizzano lo sviluppo di un benessere sociale diffuso e condiviso.

La proposta politica è: avere il coraggio delle proprie idee!  

  1. Primo ministro “Sindaco d’Italia” (eletto alla camera  dei deputati con legge elettorale tipo comuni con più di 15.000 abitanti)
  2. Ripristino della precedente legge elettorale per il Senato (con i collegi elettorali, garantendo le minoranze linguistiche e culturali anche alla camera dei deputati)
  3. Soppressione delle province (tranne quelle autonome che passano ad essere regioni)
  4. Soppressione  degli statuti speciali per le regioni (deve finire lo schifo che c’è in Sicilia)
  5. Fusione obbligatoria dei Comuni per il superamento dei 15.000 abitanti da realizzarsi in massimo 10 anni (si conservano i “municipi” originari se superano i 1.000 abitanti)
  6. Portare la durata della legislatura da 5 a 4 anni
  7. Elezione asincrona di Senatori e Deputati: andiamo a votare ogni 2 anni una volta per le politiche (Camera dei Deputati) una volta per le amministrative (Senato della Repubblica, Regioni e Comuni) a partire dall’attuale legislatura (tipo, il presidente della Repubblica il 2008 scioglie il Senato e si va a votare per le amministrative)
  8. I governatori delle regioni e i sindaci dei Comuni che superano 1.000.000 di abitanti sono eletti Senatori (hanno il solo stipendio da Senatore e non possono ricoprire altri incarichi, in deroga, possono anche avere meno di 45 anni)
  9. Per candidarsi bisogna essere: a) non eletti, b) dimissionari c) a fine mandato (se ci riesci bene, altrimenti, “ciccia” ovvero non puoi candidarti  contemporaneamente per più cose o in più posti)
  10. La legge finanziaria va presentata, emendata, discussa, votata e approvata dal Parlamento Unito con l’obbligo di rispettare i “parametri” stabiliti dal ministro dell’Economia di concerto con il primo ministro ed il governo

Per il Partito Democratico: il segretario politico non ha altri incarichi (può solo essere eletto come deputato o consigliere e deve avere meno di 45 anni) se si candida come sindaco, governatore o primo ministro PRIMA DEVE DIMETTERSI

 

La necessità di un confronto sereno porta alla considerazione che la rappresentanza politica con relativo compenso economico è da ritenersi uguale ad un lavoro “Co.Co.Pro.” ovvero “contratto di collaborazione a progetto”; dove i cittadini sono i datori di lavoro e gli eletti li rappresentano ed in particolare la minoranza controlla il raggiungimento degli obiettivi.

nicola.rizzo@fastwebnet.it




permalink | inviato da il 23/1/2007 alle 0:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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